la dolce attesa

Il Bi Test e la Translucenza nucale

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Il bi test e la translucenza nucale sono due esami importantissimi da fare in gravidanza. Quando si rimane incinta, uno dei dubbi che assalgono i futuri genitori è che il piccolino che sta crescendo in pancia sia sano e non abbia qualche malattia. Oggi esistono diversi metodi per scoprire se il feto è affetto da malformazioni, in modo da avere una diagnosi estremamente precoce.

L’esame che per eccellenza risponde a queste domande è sicuramente l’amniocentesi, che però viene passata dal SSN solo dopo i 36 anni e privatamente costa anche più di mille euro. A parte il fattore economico, la decisione di fare o no l’amniocentesi è del tutto personale, e va presa con grande serenità e consapevolezza, perché ha una piccola percentuale di rischio. Un altro esame meno invasivo è il test combinato del primo trimestre, la translucenza nucale che di solito viene accoppiato ad un altro esame il bi test.

Cos'è il test combinato del primo trimestre

È un esame prenatale combinato, che consiste in una ecografia e un prelievo sanguigno, per scoprire se il piccolino è affetto dal rischio di anomalie cromosomiche: Trisomie 21, 13, 18 e la sindrome di Turner.

Translucenza nucale quando farla e cosa vede

La translucenza nucale si esegue facendo una ecografia dall’11° e 13° settimana di gestazione, dove si misura l’accumulo transitorio di liquido nella porzione retronucale del collo feto.  
E’ un esame non invasivo e del tutto innocuo sia per la mamma che per il feto. Lo spessore medio della translucenza nucale, nelle settimane in cui viene eseguito l’esame, è di cica 2.5 mm, se è maggiore c’è il rischio che il bambino possa essere affetto da qualche malformazione.
L’affidabilità di questo esame è legata all’abilità professionale dell’ecografista ecco perché è importante rivolgersi a uno staff qualificato.

Il Bi test cos’è e quando farlo

Il Bi Test è un prelievo del sangue materno che valuta due sostanze prodotte dalla placenta: l’ormone beta-hCG e la proteina PAPP-A. I due esami vanno combinati insieme in modo da avere circa il 95% di veridicità del test. I fattori di rischio vanno associati all’età della mamma, se si è fumatrici o no, se si hanno precedenti casi di malattie genetiche in famiglia. In caso di percentuale di rischio alto, viene consigliato di fare un esame diagnostico più invasivo per escludere totalmente la presenza di malformazioni genetiche. 

Il test combinato del primo trimeste (la translucenza nucale e il bi test) permette di individuare 82 feti affetti da alterazioni cromosomiche su 100, con il 5% di falsi positivi.

Mi ricordo ancora quando ho effettuato il bi test e la translucenza nucale, ero molto nervosa, per la prima volta all’ecografia ho visto la mia piccolina in miniatura, era perfettamente formata, muoveva le sue piccole manine e le gambine, si copriva il viso. Per giorni ho aspettato con ansia il risultato, e quando ho visto che il mio esame era ottimo e avevo delle bassissime percentuali di rischio, ho detto a mia madre: “ Mamma questo è stato meglio di un 30 e lode all’università, sono troppo felice!” e mi sono abbandonata in un pianto liberatorio, questo perché il desiderio di ogni mamma è che il suo piccolo sia sano e in salute.

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