L’abitudine del ciuccio

Il ciuccio può diventare un feticcio? Sembrerebbe azzardata questa frase, eppure ci potrebbe essere del vero, vediamo un po’ di spiegare la questione.

 

Fin da quando si tratta di un neonato, e nell’ambito dell’allattamento al seno, possono essere distinte due precise e differenti suzioni: la prima, quello di tipo nutritiva, è finalizzata all’alimentazione dal seno materno, la seconda è la suzione non nutritiva, che ha funzione, diciamo, relazionale e di ricerca continua della protezione materna. E il ciuccio? C’è l’evidenza che, in determinati bambini irrequieti, troppo nervosi o che soffrono, magari, di coliche, l’utilizzo del succhiotto possa portare a sostanziali benefici pisco-fisici. Ciò può anche determinare ad allontanarsi dall’abitudine di succhiarsi il pollice, atteggiamento difficile da togliere. Se però la madre non dovesse riuscire a frustrare, piano piano, il bisogno del bambino di utilizzare il ciuccio, tale oggetto potrebbe proprio diventare una sorta di feticcio, dal quale il piccolo potrebbe trovare molte difficoltà prima di riuscire a dirgli addio. Allora occorre togliere il suo utilizzo durante l’addormentamento e quindi durante tutte le ore dedicate al sonno. Ciò può causare un po’ di resistenze almeno all’inizio, ma la costanza porterà ad un positivo risultato. Una buona cosa sarebbe quella di sostituirlo, magari, con un peluche. Il passo successivo sarà quello di fargli abbandonare l’abitudine durante il giorno. Insomma, tanto per cambiare, tanta e tanta pazienza.

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