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La paura di rimanere da soli

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Una delle paure più tipiche dei bambini è, senz’altro, quella del rimanere da soli. Perché, in sostanza, cercano sempre la mamma e che bisogna fare?

Nel corso dello sviluppo è del tutto normale assistere a momenti di regressione accompagnati da quelli di progresso. Attenzione però, perché tali regressioni non devono essere intese in senso negativo, come dei passi indietro che eliminano di netto i progressi raggiunti, ma piuttosto come delle fasi di passaggio. Molto travagliato è, ad esempio, il raggiungimento dell’autonomia, che avviene per gradi e secondo tempi diversi da bambino a bambino. Che succede allora? In questo caso sembrerebbe che il bimbo non abbia ancora imparato a confortarsi da solo ed a gestire (senza la presenza attiva dei genitori) gli stati di tensione; ha ancora bisogno di qualcuno che svolga questa funzione di “contenimento”. Insomma, come ci si deve comportare? Bisogna rassicurarlo sul fatto che non può succedere niente e che mamma e papà sono sempre a disposizione in caso di bisogno o momenti di paura. Occorre sempre incoraggiarlo al gioco autonomo senza però cercare di allontanarlo quando chiede di stare con i genitori. La cosa migliore da fare è quella di non stargli sempre appresso, ma vigilare con attenzione, sempre però con una giusta ed opportuna distanza. Lui dovrà, infatti, capire che la mamma gli è vicino, anche se non la dovesse vedere accanto. Piano piano l’autonomia verrà fuori e l’alternanza di regressione e progressi diminuiranno, col tempo, sensibilmente.

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