dalle esperienze personali alla professionalità dei medici

mamme, professionisti, esperti, letture

Si parla e si cerca molto, specialmente in Internet, di adozioni a distanza. Leggermente meno, per ora, di sostegno a distanza. Quali sono le differenze? Spesso non ce ne sono affatto, anche se sulla carta dovrebbero essere due cose distinte. L’adozione a distanza è proprio ciò che il termine dice: prendere in adozione o affidamento un minore che si trova in un altro posto del mondo. Si manda quindi denaro ad un’associazione (autorizzata)che lo devolverà al bambino (o ovviamente alla bambina) scelto in modo da permettergli di vivere in maniera dignitosa e di crescere. Quel denaro, almeno la maggior parte, verrà trasformato in cibo, in salute, in vestiti, in istruzione, in tutto ciò, insomma, che gli serve (e che può essere procurato) per sopravvivere prima di tutto e per vivere al meglio là dove il bimbo è nato. Il sostegno a distanza, pur funzionando con lo stesso sistema, è volto in generale ad una famiglia, una comunità, a più bambini. Perciò il denaro devoluto non arriva ad un solo bimbo, ma viene ridistribuito là dove ce n’è più bisogno.

Cosa significa essere un bambino povero? Molte cose diverse che si possono riassumere in una sola: non avere a disposizione risorse sufficienti. Questa espressione generica, però, che si sente usare anche in molti altri contesti, non dà un’idea esatta di ciò che significa non avere risorse sufficienti per un bambino del Sud del mondo.